Carpfishing

Pesca alla carpa in inverno: lago

Pesca alla carpa in inverno in acqua ferma

Oggi parliamo di pesca alla carpa in inverno. Non sarò io a dire la mia ma lascio la parola ad un caro amico: Fabio Pelllizzari, collaboratore di Prologic che ha messo a disposizione il suo “know how” per chiarire le idee sulla pesca in inverno delle carpe.
Ecco l’intervista…

Inverno, come consideri questa stagione per la pesca a Carpfishing?

L’inverno è una stagione nella quale può essere praticato il carpfishing, è un periodo che deve essere affrontato con le giuste attenzioni, sia nella tecnica pura della pesca, sia nella salvaguardia della propria salute che affrontata con leggerezza potrebbe essere un pericolo per noi stessi.

Se consideriamo l’aspetto tecnico, bisogna porre particolare attenzione ai dettagli: spot, montature, esca, che vanno curati nei minimi dettagli, considerando la stagione.

In base alla tua esperienza, quali “spot” bisogna prendere in considerazione?

Parto sempre dal presupposto che le carpe popolano vari tipi di ambienti con tutte le sfacciettature del caso, ma che sicuramente non sono li per aspettare noi carpisti e per essere catturate, ma vivono tenendo conto che il loro obbiettivo principale è sopravvivere, come del resto qualsiasi essere vivente.

Sopravvivere, prevalentemente vuole dire cibarsi e ripararsi da predatori (anche noi uomini). Queste due sono le principali condizioni, se ne potrebbero trovare altre di importanza minore. Questi fattori servono per  ricercare le soluzioni da adottare per catturare le carpe.

Nel periodo invernale, i luoghi che possiamo presidiare con la speranza che le nostre amiche baffute abbocchino sono:

  • vicino ad ostacoli sommersi, dove possono trovare riparo ed alimento.
  • vicino a manufatti in cemento, dove durante le giornate di sole le carpe possono spostarsi per trovare calore o in luoghi dove sappiamo possano trovare alimento naturale di facile reperibilità.

E’ probabile che le carpe durante questo periodo dell’anno siano abbrancate, in quanto tentano di sfruttare il poco calore emanato dal proprio corpo.

Parlando di pasturazione, quale approccio utilizzi?

La pasturazione è un argomento di fondamentale importanza.

I maggiori risultati che ho ottenuto in questo periodo è effettuando una pasturazione mirata, con piccole quantità di esche spezzettate (mai intere anche se piccole) e con frequenza elevate: un giorno si ed un giorno no.

Durante l’azione di pesca non pasturo mai, aggiungo solo un piccolo stick mix nelle vicinanze dell’ innesco.

Quali sono i rig che utilizzi e secondo te quali accorgimenti andrebbero utilizzati?

I rig che preferisco utilizzare in inverno sono di tipo pop up, principalmente di piccolo diametro (tutto poi deve essere rapportato al luogo in cui viene calato), sia con amo staccato dal fondo, tipo “chod rig”, sia con amo appoggiato sul fondo tipo “KD rig”.

Tendenzialmente utilizzo fluorocarbon come hooklink, considerando che in inverno l’acqua tende a diventare più cristallina a causa della moria dei micro organismi.

Cosa consigli per affrontare al meglio la stagione invernale?

Per prima cosa copriamoci bene e utilizziamo indumenti studiati appositamente per rimanere esposti alle correnti d’aria fredde, alle basse temperature e alla pioggia. Per quello che riguarda l’azione di pesca il mio consiglio è quello di pescare in uno spot preparato precedentemente: luogo preparato (pasturato) nel periodo autunnale in prossimità di ostacoli sommersi o manufatti che possano creare scambio di calore. Pescare nelle ore in cui la luce è più intensa.
L’esca deve essere di buona qualità, semplice ed altamente digeribile. Un semplice 50/50 con aggiunta di farina di fegato, aroma fruttato a base alcool ed attrattori potrebbe essere un ottima soluzione.

Ci vuole vuole grande impegno e volontà ed avere fiducia nelle soluzioni adottate perché rimanere anche poche ore su sponde ghiacciate non è semplice!

In bocca al lupo!
Fabio 😉

 

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